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La
Scuola Secondaria di 1° Grado “S. Benedetto” è una “scuola, cattolica,
salesiana”
SCUOLA
Cioè, una scuola che
offre:
• una
formazione culturale adeguata alle esigenze della società;
• una
educazione umana integrale: aiuta l'alunno ad esprimere le proprie
doti, a incamminarsi verso un equilibrio psico-affettivo, a coltivare
le proprie potenzialità per realizzare integralmente la propria
vocazione che è condizione indispensabile per la realizzazione
di sé;
• una
cultura aperta.
CATTOLICA
La scuola imposta
l'attività didattica alla luce della concezione cristiana della
realtà che vede aperta al trascendente ed ha Cristo come suo
centro. I principi evangelici diventano motivazione interiore, ispirano
il metodo educativo, definiscono le mete finali. Per questo:
• mantiene
chiara la coscienza della propria identità e la difende come il
patrimonio più prezioso;
• accetta
gli interrogativi che la cultura pone e li giudica alla luce del
messaggio evangelico;
• propone
esperienze di fede e di testimonianza di vita;
• coltiva
la
dimensione religiosa ed aiuta chi ha il dono della fede a incontrarsi
sempre più adeguatamente con Dio.
SALESIANA
La vita educativa e
disciplinare della scuola è costituita dal Sistema Preventivo di
Don Bosco che caratterizza l'ambiente salesiano e che si riassume nel
trinomio:
• Ragione
Don Bosco crede alla
ragione come dono di Dio e come compito inderogabile dell'educatore.
Essa indica i valori, gli obiettivi, i mezzi e i modi da usare
nell'educazione. La “ragione” invita i ragazzi ad un
rapporto di partecipazione ai valori compresi e condivisi. Don Bosco la
definisce anche “ragionevolezza” per quel necessario spazio
di comprensione, di dialogo e di pazienza inalterabile in cui trova
attuazione il non facile esercizio della razionalità.
• Religione
La pedagogia
salesiana
è costitutivamente trascendente, in quanto l'obiettivo educativo
ultimo che si propone è la formazione del credente. Per essa
l'uomo formato e maturo è il cittadino che ha fede, che mette al
centro della propria vita l'ideale dell'uomo nuovo proclamato da Cristo
e che è coraggioso testimone delle proprie convinzioni
religiose.
Questo aspetto della
trascendenza religiosa, caposaldo del metodo pedagogico di Don Bosco,
non è solo applicabile a tutte le culture, ma adattabile con
frutto anche alle religioni non cristiane.
• Amorevolezza
L'educatore,
compatibilmente con le proprie possibilità, partecipa alla vita
dei ragazzi, si interessa alle loro problematiche, cerca di capire come
essi vedono le cose, prende parte alle loro attività sportive e
culturali, alle loro conversazioni, come amico maturo e responsabile,
prospetta itinerari e mete, è pronto ad intervenire per chiarire
problemi, per indicare criteri, per correggere con prudenza e amorevole
fermezza valutazioni e comportamenti negativi. In questo clima di
presenza pedagogica l'educatore non è considerato come
superiore, ma come “padre, fratello e amico”.
E' questa
disponibilità degli educatori a condividere la vita dei ragazzi
che crea quel “clima di famiglia”' che è la
“caratteristica indescrivibile e prima” di ogni opera
salesiana e la base indispensabile per ogni discorso e progetto
educativo.
L'amorevolezza,
perciò, non significa permissivismo, né mancanza di
difetti e di contrasti - nessuna famiglia è in grado di
garantirla - ma è creare attorno al ragazzo un ambiente dove
possa trovarsi a proprio agio, sentirsi capito, richiamato, stimolato e
perdonato.
L'educatore sa che
da ogni
ragazzo, stimato nelle sue capacità, non si deve pretendere meno
di quello che riesce effettivamente a dare.