- la volontà di
stare tra i giovani condividendo la loro vita, guardando con simpatia
il loro mondo, attenti alle loro vere esigenze e valori;
- l’accoglienza
incondizionata che si fa forza promozionale e capacità
instancabile di dialogo;
- il criterio preventivo che
crede nella forza del bene presente in ogni giovane, anche il
più bisognoso, e cerca di svilupparla mediante esperienze
positive di bene;
- la centralità
della ragione, fatta ragionevolezza delle richieste e delle norme,
flessibilità e persuasione nelle proposte; della religione,
intesa come sviluppo del senso di Dio insito in ogni persona e sforzo
di evangelizzazione cristiana; della amorevolezza, che si esprime come
un amore educativo che fa crescere e crea corrispondenza;
- un ambiente positivo
intessuto di relazioni personali, vivificato dalla presenza amorosa e
solidale, animatrice e attivante degli educatori e del protagonismo
degli stessi giovani;
-
con uno stile di animazione, che crede nelle risorse positive del
giovane.
 |
Il
Santo presenta ai giovani un programma semplice e allo stesso tempo
impegnativo, sintetizzato in una formula felice e suggestiva: onesto
cittadino, perché buon cristiano.
Il vero educatore, secondo la pedagogia salesiana, partecipa alla vita
dei giovani, si interessa ai loro problemi, cerca di rendersi conto di
come essi vedono le cose, prende parte alle loro attività
sportive e culturali, alle loro conversazioni; come amico maturo e
responsabile, prospetta itinerari e mete di bene, è pronto a
intervenire per chiarire problemi, per indicare criteri, per correggere
con prudenza e amorevole fermezza valutazioni e comportamenti
biasimevoli.
In questo clima di "presenza pedagogica" l'educatore non è
considerato un "superiore", ma un "padre, fratello e amico".
In tale prospettiva vengono privilegiate anzitutto le relazioni
personali. Don Bosco ama usare il termine "familiarità" per
definire il rapporto corretto tra educatori e giovani.
La lunga esperienza lo ha convinto che senza familiarità non
si può dimostrare l'amore, e senza tale dimostrazione non
può nascere quella confidenza, che è condizione
indispensabile per la riuscita dell'azione educativa.
Il
quadro delle finalità da raggiungere, il programma, gli
orientamenti metodologici acquistano concretezza ed efficacia se
vissuti in ambienti sereni, gioiosi, stimolanti.
A questo proposito va almeno ricordato l'ampio spazio e
dignità dati dal Santo al momento ricreativo, allo sport,
alla musica, al teatro o - come egli amava dire - al cortile. E
lì, nella spontaneità ed allegria dei rapporti,
che l'educatore sagace coglie modi di intervento, tanto lievi nelle
espressioni, quanto efficaci per la continuità e il clima di
amicizia in cui si realizzano.
L'incontro, per essere educativo, richiede un continuo ed approfondito
interesse che porti a conoscere i singoli personalmente ed insieme le
componenti di quella condizione culturale che è loro comune.
Si tratta di un'attenzione intelligente e amorosa alle aspirazioni, ai
giudizi di valore, ai condizionamenti, alle situazioni di vita, ai
modelli ambientali, alle tensioni, rivendicazioni, proposte collettive.
Di seguito riportiamo alcuni dei documenti
ufficiali su regolamenti e norme dell'Istituto:
. Progetto
educativo d'Istituto (PEI)
. Carta
dei servizi
. Regolamento
attività scolastica
. Regolamento
d'Istituto per i docenti
. Regolamento
d'Istituto per gli studenti
. Regolamento
d'Istituto per i genitori
. Regolamento
d'Istituto organi collegiali
. Regolamento
viaggi d'istruzione e visite