Centro Salesiano San Benedetto

P.le San Benedetto, 5 - Parma



Il Sistema preventivo come pedagogia

Il Sistema Preventivo è la metodologia pedagogica ideata da San Giovanni Bosco e caratterizzata da:

- la volontà di stare tra i giovani condividendo la loro vita, guardando con simpatia il loro mondo, attenti alle loro vere esigenze e valori;

- l’accoglienza incondizionata che si fa forza promozionale e capacità instancabile di dialogo;

- il criterio preventivo che crede nella forza del bene presente in ogni giovane, anche il più bisognoso, e cerca di svilupparla mediante esperienze positive di bene;

- la centralità della ragione, fatta ragionevolezza delle richieste e delle norme, flessibilità e persuasione nelle proposte; della religione, intesa come sviluppo del senso di Dio insito in ogni persona e sforzo di evangelizzazione cristiana; della amorevolezza, che si esprime come un amore educativo che fa crescere e crea corrispondenza;

- un ambiente positivo intessuto di relazioni personali, vivificato dalla presenza amorosa e solidale, animatrice e attivante degli educatori e del protagonismo degli stessi giovani;

- con uno stile di animazione, che crede nelle risorse positive del giovane.

Il Santo presenta ai giovani un programma semplice e allo stesso tempo impegnativo, sintetizzato in una formula felice e suggestiva: onesto cittadino, perché buon cristiano.
Il vero educatore, secondo la pedagogia salesiana, partecipa alla vita dei giovani, si interessa ai loro problemi, cerca di rendersi conto di come essi vedono le cose, prende parte alle loro attività sportive e culturali, alle loro conversazioni; come amico maturo e responsabile, prospetta itinerari e mete di bene, è pronto a intervenire per chiarire problemi, per indicare criteri, per correggere con prudenza e amorevole fermezza valutazioni e comportamenti biasimevoli.
In questo clima di "presenza pedagogica" l'educatore non è considerato un "superiore", ma un "padre, fratello e amico".
In tale prospettiva vengono privilegiate anzitutto le relazioni personali. Don Bosco ama usare il termine "familiarità" per definire il rapporto corretto tra educatori e giovani.
La lunga esperienza lo ha convinto che senza familiarità non si può dimostrare l'amore, e senza tale dimostrazione non può nascere quella confidenza, che è condizione indispensabile per la riuscita dell'azione educativa.
Il quadro delle finalità da raggiungere, il programma, gli orientamenti metodologici acquistano concretezza ed efficacia se vissuti in ambienti sereni, gioiosi, stimolanti.
A questo proposito va almeno ricordato l'ampio spazio e dignità dati dal Santo al momento ricreativo, allo sport, alla musica, al teatro o - come egli amava dire - al cortile. E lì, nella spontaneità ed allegria dei rapporti, che l'educatore sagace coglie modi di intervento, tanto lievi nelle espressioni, quanto efficaci per la continuità e il clima di amicizia in cui si realizzano.
L'incontro, per essere educativo, richiede un continuo ed approfondito interesse che porti a conoscere i singoli personalmente ed insieme le componenti di quella condizione culturale che è loro comune.
Si tratta di un'attenzione intelligente e amorosa alle aspirazioni, ai giudizi di valore, ai condizionamenti, alle situazioni di vita, ai modelli ambientali, alle tensioni, rivendicazioni, proposte collettive.

Di seguito riportiamo alcuni dei documenti ufficiali su regolamenti e norme dell'Istituto:

. Progetto educativo d'Istituto (PEI)

. Carta dei servizi

. Regolamento attività scolastica

. Regolamento d'Istituto per i docenti

. Regolamento d'Istituto per gli studenti

. Regolamento d'Istituto per i genitori

. Regolamento d'Istituto organi collegiali

. Regolamento viaggi d'istruzione e visite

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